Leadership, sensemaking e progetti come spazi di creazione di valore

Il processo di innovazione è un insieme di tre elementi distinti ma inseparabili: il carattere di novità, la creazione di valore e la realizzazione concreta. Non tutte le novità sono innovazioni. Il valore emerge quando questa novità genera un beneficio rispetto a ciò che esiste, sia per l’utilizzatore che per il produttore. Per innovare, infine, è necessaria la realizzazione, l’idea infatti deve superare la soglia della prima transazione commerciale e, quindi, produrre un impatto reale sulla società.

Nei contesti organizzativi complessi, caratterizzati da ecosistemi di attori eterogenei e da un’elevata interdipendenza tra competenze, l’innovazione si configura come un processo collettivo che richiede tuttavia leadership, intenzionalità e disciplina. In questo scenario, il project management assume un ruolo centrale come funzione di integrazione tra strategia, execution e dimensione umana del cambiamento.

I progetti di innovazione coinvolgono spesso organizzazioni con culture, linguaggi e sistemi valoriali differenti: grandi imprese orientate al prodotto, partner tecnologici, università, centri di ricerca e PMI innovative. Questo multiforme capitale umano e tecnologico rappresenta una leva significativa di creazione di valore, a patto che venga governata in modo consapevole, garantendo direzione, chiarezza decisionale e responsabilità, ma lasciando al contempo spazio all’esplorazione e alla contaminazione.

In questo scenario, il ruolo del project manager cambia in modo sostanziale, non solo sul piano delle responsabilità formali. Oltre al presidio di tempi, costi e deliverable, il project manager agisce come orchestratore del sistema. Funge da interprete tra livelli strategici e operativi, rende esplicite priorità spesso implicite e facilita il dialogo tra stakeholder con background, aspettative e sensibilità che possono essere anche molto diverse tra loro. Questa funzione di integrazione richiede intelligenza contestuale e uno stile di leadership adattivo, capace di interpretare segnali deboli e mantenere coerenza, seppure di alto livello, anche in condizioni ambigue.

Una dimensione chiave dell’innovazione contemporanea riguarda il significato. Accanto all’innovazione di soluzione, tradizionalmente focalizzata sul come e sul cosa, emerge l’innovation of meaning, che ha a che fare con il perché e ridefinisce ciò che prodotti, servizi ed esperienze rappresentano per le persone. L’innovazione di significato nasce dall’interpretazione dei cambiamenti socio-culturali e dei nuovi sistemi di valori emergenti, prima ancora che dall’osservazione di bisogni espliciti o dall’evoluzione tecnologica. Questo approccio richiede la coesistenza di due mindset. Da un lato, una prospettiva inside-out, che non parte dal mercato (che chiede more of the same) ma dall’identità e dai valori dell’organizzazione. Dall’altro, serve un pensiero critico e curioso, capace di mettere in discussione assunti consolidati e interpretare i cambiamenti culturali emergenti.

Per guidare in modo efficace questo pensiero critico e curioso (curious criticism) del team, il leader deve essere capace di generare convergenza, traendo valore non dalla selezione della posizione “migliore”, ma dalla composizione dei valori espressi da prospettive anche apparentemente discordanti. Attraverso questa mediazione, il progetto diventa uno spazio strutturato di costruzione di senso, per il team stesso oltre che per il mercato e la società.

L’open innovation rafforza ulteriormente questa dinamica. La complessità delle tecnologie attuali rende fondamentale la collaborazione con partner esterni e questo amplifica lo spazio delle possibilità, oltre a richiedere una valutazione attenta delle interdipendenze. Il project manager diventa quindi garante della qualità della collaborazione tra questi diversi soggetti, assicurando trasparenza, fiducia e continuità decisionale. In questi contesti, la psychological safety e una cultura di confronto critico e curioso favoriscono sperimentazione responsabile, apprendimento continuo e diffusione della conoscenza.

Guidare l’innovazione significa anche investire sulla dimensione umana del cambiamento. L’empowerment dei team e il coinvolgimento bottom-up permettono di tradurre le iniziative in capacità di generare e catturare il valore in modo duraturo. Una cultura che valorizza l’apprendimento dall’esperienza e legittima l’errore (e il fallimento) come parte del processo rende l’innovazione ripetibile nel tempo. In questo senso, il project manager è chiamato a creare un legame bidirezionale tra strategia e operatività, intercettando anche le intuizioni che emergono dal basso. Questo permette di generare vera innovazione di significato, profondamente inside-out, e di trasformare i progetti in meccanismi continui di value delivery per l’organizzazione.

Il project management emerge quindi come disciplina di connessione tra strategia e trasformazione. Le riflessioni sulla disruptive innovation mostrano come le innovazioni più impattanti nascano spesso ai margini dei modelli dominanti e consolidati, inizialmente sottovalutate perché rivolte a segmenti o bisogni diversi. Governare questi processi non è banale: richiede una leadership capace di creare spazio per l’exploration pur garantendo l’exploitation (ambidexterity), ovvero proteggere le iniziative emergenti (traducendole in traiettorie realizzabili) all’interno della continuità del business. In questo equilibrio tra struttura, significato e apprendimento, il project management realizza il suo contributo più alto alla creazione di valore per le organizzazioni e per le persone che le abitano.

Riferimenti bibliografici

Verganti, Roberto (2009). Design-Driven Innovation: Changing the Rules of Competition by Radically Innovating What Things Mean. Harvard Business Press.

Verganti, Roberto (2017). Overcrowded: Designing Meaningful Products in a World Awash with Ideas. The MIT Press.

Chesbrough, Henry W. (2003). Open Innovation: The New Imperative for Creating and Profiting from Technology. Harvard Business Review Press.

Christensen, Clayton M. (1997). The Innovator’s Dilemma: When New Technologies Cause Great Firms to Fail. Harvard Business Review Press.

Edmondson, Amy C. (2018). The Fearless Organization: Creating Psychological Safety in the Workplace for Learning, Innovation, and Growth. Wiley.

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  • Enrico è uno Strategic Project Manager con esperienza consolidata in contesti industriali complessi nei settori Oil & Gas e Luxury. Ingegnere meccanico e PMP, il suo percorso si arricchisce di un Executive MBA presso la POLIMI Graduate School of Management. Nel suo ruolo guida portafogli di progetti, programmi di innovazione e iniziative cross-funzionali in ambito R&D e sviluppo prodotto, contribuendo alla traduzione della strategia in execution e al rafforzamento delle capacità organizzative. Il suo interesse professionale è rivolto alla dimensione umana della trasformazione organizzativa e al project management come leva di integrazione, allineamento e creazione di senso nei contesti complessi, promuovendo lo sviluppo e la diffusione di pratiche capaci di rafforzare l’esecuzione e la coerenza strategica. È volontario del Branch Marche del PMI Central Italy Chapter.

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