23 marzo 2018 – Pescara – Letture di Project Management – foto e commenti

Venerdì 23 marzo, si è svolto nello splendido scenario del Caffè Letterario a Pescara Vecchia il primo appuntamento del 2018 con Letture di Project Management, formula aperitivo.

Nel corso dell’incontro è stato presentato il libro di Marco Arcuri: Project Management: Conoscenze, abilità e Soft Skill secondo le norme UNI ISO 21500 UNI 11648. Un’occasione per fare il punto rispetto alle norme sul Project Management e sulla professione del Project Manager.

A fare gli onori di casa è stata Venera Monaco Direttore del Branch Abruzzo del PMI® Central Italy Chapter, con la collaborazione di Rita Di Bucchianico neo-volontaria all’interno del Branch e degli altri volontari.

Tema centrale dell’incontro è stato l’approfondimento dello standard PMI® e delle norme ISO 21500 e UNI11648, due norme che per contenuti sono abbastanza simili; per l’Italia è stato un segno di maturità l’aver recepito la norma ISO 21500, diventata UNI ISO 21500.

Ma quali i contenuti del testo di Arcuri? La prima parte del testo sviluppa le conoscenze di Project Management in accordo alla norma UNI ISO 21500. Seguendo la sequenza logica dei 5 gruppi di processi dello standard PMI®, vengono analizzati tutti i processi indicati dalla UNI ISO 21500 e approfonditi attraverso una descrizione di tutti gli strumenti e le tecniche di Project Management. La seconda parte del testo tratta invece le abilità necessarie per un Project Manager, in accordo a quanto indicato nella norma UNI 11648. La terza parte del testo tratta le soft skills del Project Manager, partendo da quanto indicato nella norma UNI 11648, ma secondo un modello multi – tassonomico originale sviluppato dall’autore.

Nel corso della presentazione, Venera Monaco ha stimolato la discussione con l’autore su che ruolo PMI e ANSI hanno avuto nella stesura della norma ISO e sulle modalità di recepimento da parte di UNI. La norma UNI 11648 rovescia il punto di vista e la logica progetto/processo; guarda tutto dal punto di vista delle competenze del PM: tecniche, comportamenti, ecc.. In entrambe le norme ritroviamo le seguenti logiche: da una parte la necessità per le organizzazioni di lavorare per progetti e dall’altra per il Project Manager la consapevolezza del proprio ruolo e delle competenze, sempre più articolate e complesse, che deve avere. E’ sempre necessario, però, un giusto rapporto tra PM e organizzazioni, al fine di evitare una sorta di “effetto molla” dovuto ad un PM dotato di molte abilità in un’organizzazione poco propensa alle innovazioni. Difatti assistiamo sempre a un maggiore interesse per la certificazione delle persone e decisamente meno per quelle delle aziende. Da sola, la concentrazione di competenze nella figura del PM non è sufficiente se manca il supporto di tutta l’organizzazione. Competenze, abilità e organizzazione, sono le parole chiave per lo sviluppo dei progetti vincenti.

Inoltre è stato affrontato il tema dell’evoluzione del PM. Nel prossimo futuro tale figura sarà sempre meno ingessato; il PM si troverà a gestire sempre più ambienti dinamici, dove la semplicistica applicazione di dettati normativi non sarà più sufficiente al raggiungimento di obiettivi concreti. Sarà quindi necessaria una figura con grosse capacità relazionali e comunicative; una figura in qualche modo un po’ più “ibrida”, meno tecnica e più orientata a gestire la complessità.

La serata si è conclusa con un ampio dibattito sui temi trattati e con il consueto aperitivo, un momento di incontro e di networking tra i partecipanti.