Perché certificarsi

In un ambiente come quello attuale in cui tutto cambia velocemente, un professionista, specialmente se giovane, ha necessità di avere dei riconoscimenti formali del proprio sapere. I programmi didattici delle università, per quanto sempre più mirati e specifici, non attestano il possesso di conoscenze e competenze mirate, molto ricercate dalle aziende. Il titolo accademico certifica la formazione intellettuale, mentre le certificazioni sono molto più orientate alla formazione professionale, puntando a dimostrare, per i livelli base, il possesso di determinate conoscenze tecnico-professionali e, per i livelli avanzati, la capacità di applicarle nei vari contesti lavorativi e l’esperienza maturata in tale applicazione.

Per questo gli Istituti di Certificazione hanno acquisito nel tempo sempre maggiore forza, in quanto, svincolati dai limiti territoriali propri di molti riconoscimenti professionali tradizionali (in primis quelli legati agli Albi), certificano una serie di competenze valide in tutto il mondo, necessarie per far fronte alle esigenze richieste da una globalizzazione sempre più affermata. A questo scopo, le certificazioni implementano una terminologia ed un linguaggio tecnico comuni, che, grazie allo scambio e alla condivisione di best practice di diversa provenienza culturale e territoriale, ampliano notevolmente, e a vantaggio di tutti, il bacino delle conoscenze e delle esperienze professionali cui poter attingere.

Le ricerche condotte dal PMI indicano che, da qui al 2027, le aziende dovranno ricoprire quasi 2,2 milioni di nuovi ruoli orientati ai progetti ogni anno. Ciò significa che i project manager qualificati saranno molto richiesti. L’acquisizione di una certificazione accresce la considerazione professionale e offre opportunità di networking con una vasta comunità di professionisti che condividono gli stessi metodi di lavoro e con i quali è possibile un reciproco e proficuo  scambio di esperienze.

Lascia un commento