Il Forum Nazionale di Project Management 2026, tenutosi a Torino, ha riunito professionisti, manager e stakeholder provenienti da diversi settori per confrontarsi sulle evoluzioni della disciplina e sulle sfide della trasformazione organizzativa. Il tema centrale dell’evento è stato il passaggio dal “fare progetti” al “creare valore”, evidenziando come il successo di un progetto debba essere misurato non solo in termini di tempi, costi e qualità, ma soprattutto attraverso i benefici generati per l’organizzazione e i suoi stakeholder.
L’evento ha confermato il ruolo strategico del project management come leva per la competitività, l’innovazione e la sostenibilità delle organizzazioni, sottolineando la necessità di sviluppare competenze integrate, orientamento al valore e capacità di adattamento in contesti sempre più complessi e dinamici.
La giornata si è aperta con un intervento istituzionale di benvenuto e ringraziamento a sponsor e partner, sottolineando l’importanza del contributo dell’ecosistema PMI nel promuovere la cultura del project management.

Tra i primi temi affrontati, il ruolo delle strutture di governance è stato oggetto dell’intervento di Davide Amabile (Leonardo), che ha illustrato l’evoluzione da PMO a TMO fino al concetto di VMO (Value Management Office). In questo passaggio, il focus si sposta dal controllo dei progetti alla generazione e misurazione del valore, richiedendo competenze sempre più trasversali, strategiche e orientate al business.
Un secondo driver di trasformazione è rappresentato dall’intelligenza artificiale. Nell’intervento di Marinella De Simone e Dario Simoncini è emerso come l’IA generativa aumenti significativamente le possibilità di analisi e decisione del Project Manager, generando molteplici scenari e “presenti alternativi”. Questo arricchimento informativo, tuttavia, introduce anche nuove sfide: la plausibilità delle soluzioni proposte richiede senso critico e capacità di interpretazione, rafforzando il ruolo umano nella validazione delle decisioni.
Il passaggio “dal progetto al prodotto” è stato invece al centro del contributo di Lorenzo Baraldo (Unipol), che ha presentato il caso Unica come esempio di trasformazione verso un modello orientato al valore continuo. Omnicanalità, centralità del cliente e delivery incrementale emergono come elementi chiave per superare la logica progettuale tradizionale e adottare un approccio di product management.
La complessità e la dimensione dei grandi programmi sono state illustrate da Manuela Rocca attraverso il progetto della sezione transfrontaliera Torino-Lione. Il caso ha evidenziato come i gigaprogetti non siano solo sfide ingegneristiche, ma anche processi di integrazione territoriale, sociale e istituzionale, dove il project management diventa uno strumento fondamentale di coordinamento multilivello.
Accanto alle grandi opere, il Forum ha dato spazio anche all’impatto sociale dei progetti. Claudia Ducange ha presentato il progetto L.E.I. (Lavoro, Inclusione, Emancipazione), focalizzato sul supporto a donne detenute. Il caso ha mostrato come il project management possa contribuire a rispondere a bisogni concreti della società, generando valore non solo economico ma anche umano e sociale.
Il tema della sostenibilità è stato approfondito da Chiara Mazzoli ed Edoardo Favari, che hanno evidenziato come ogni progetto contenga un “diamante grezzo”, ovvero un potenziale valore ancora inespresso. L’integrazione di approcci sostenibili, supportata anche da iniziative come la certificazione GPM-b, consente di ampliare la prospettiva progettuale e di considerare impatti di lungo termine su ambiente e stakeholder.
Un ulteriore esempio di equilibrio tra innovazione e conservazione è stato presentato da Samanta Isaia con il caso del Museo Egizio di Torino. In un contesto culturale, il project management si confronta con sfide uniche: la tutela del patrimonio, la necessità di crescita e apertura internazionale, e la valorizzazione del capitale umano. Il cambiamento diventa così un processo delicato, ma necessario per mantenere la rilevanza nel tempo.
La giornata si è conclusa con una tavola rotonda che ha visto la partecipazione di Tom Bloemers (PMI Board) e dei Presidenti di Chapter. Il confronto ha rafforzato alcuni messaggi chiave emersi durante il Forum: la centralità del valore, la necessità di evolvere competenze e modelli organizzativi, e il ruolo della community professionale nel guidare questa trasformazione.
In chiusura, i ringraziamenti finali e l’invito al prossimo Forum hanno lasciato spazio a una riflessione condivisa: il project manager di oggi non è più solo un esecutore di progetti, ma un attore strategico chiamato a contribuire attivamente alla creazione di valore sostenibile.
Per approfondire i momenti più significativi e le sfide organizzative di questa edizione, qui trovi l’intervista ai Project Manager dell’evento, Elena Venuti e Gianmaria Borgonovo.

