Durante l’Annual General Meeting del PMI Central Italy Chapter, tenutosi a gennaio 2025, dedicato al Project Management e la Pubblica Amministrazione, sono intervenuti massimi esperti del settore, tra cui Marta Nicoletti Altimari, Dirigente ufficio dai e interoperabilità Ministero di Giustizia, e Corrado Giustozzi, Senior Cyber Security strategist. Di seguito un estratto della tavola rotonda.
Marta, puoi illustrarci il progetto di digitalizzazione del Ministero della Giustizia, parte del PNRR?
Si tratta di un progetto molto ambizioso che coinvolge le linee di investimento M1C1 e in particolare nella linea di investimento 1.6.2 del PNRR per la digitalizzazione e innovazione della pubblica amministrazione. L’obiettivo principale è digitalizzare i fascicoli giudiziari e creare un data lake per la gestione e l’analisi dei dati strutturati e non strutturati.
Quali sono le necessità di una governance del dato a causa dell’eterogeneità del Ministero della Giustizia?
La diversità dei dati del Ministero della Giustizia richiede una governance del dato robusta. Ciò include progetti trasversali che accompagnano il progetto principale, garantendo la coerenza e la sicurezza dei dati.
Qual è il ruolo degli uffici per il processo e come intendete analizzare i dati raccolti?
Gli uffici per il processo sono essenziali per incentivare e efficientare i tempi della giustizia. Utilizzeremo strumenti di business intelligence per analizzare i dati raccolti, migliorando la gestione dei casi e la loro risoluzione.
Puoi parlarci dell’importanza della pseudonimizzazione dei dati sensibili?
La pseudonimizzazione dei dati sensibili è cruciale per rispettare la privacy e la riservatezza. Questo consente di correlare i dati provenienti da diversi sistemi gestionali senza comprometterne la sicurezza.
Quali tecniche utilizzerete per arricchire il patrimonio informativo della giustizia?
Utilizzeremo l’intelligenza artificiale per analizzare i dati non strutturati presenti nei documenti, selezionando tramite un’analisi delle entità quei dati utili che sono ancora contenuti in forma non strutturata.
Puoi descrivere la realizzazione dei sei sistemi della conoscenza per il data lake?
Abbiamo previsto la milestone del 30 giugno 2026 per presentare all’Europa la realizzazione dei sei sistemi della conoscenza. Questi includono l’anonimizzazione delle sentenze, il monitoraggio degli uffici giudiziari, l’analisi degli orientamenti giurisprudenziali, le statistiche avanzate e l’analisi del rapporto tra vittima e autore.
Qual è stato il primo obiettivo raggiunto per la realizzazione di questi sistemi?
Il primo obiettivo è stato la realizzazione di un contratto opportuno con un fornitore, che ci permettesse di raggiungere gli obiettivi prefissati.
Corrado, parlaci dell’importanza della pseudonimizzazione per proteggere i dati sensibili e del rischio di reidentificazione tramite tecniche di inferenza.
La pseudonimizzazione è fondamentale per la protezione dei dati sensibili. Tuttavia, incrociando banche dati eterogenee, si può rischiare la reidentificazione tramite tecniche di inferenza, rendendo importante uno studio approfondito per valutare il rischio.
Quali esempi puoi fornirci dal settore sanitario e dagli open data?
Nel settore sanitario, incrociando dati epidemiologici anche anonimi, si è dimostrato possibile risalire all’identità del soggetto. Lo stesso vale per gli open data della pubblica amministrazione, dove tecniche di inferenza possono recuperare significato anche da dati apparentemente anonimi.
Qual è la tua opinione sull’utilizzo dei sistemi cloud e sulla fiducia nei gestori dei dati?
La fiducia nei gestori dei dati è fondamentale. Molto dipende dai processi autorizzativi e dalle politiche di sicurezza. Il cloud può essere molto efficiente, ma è necessario valutare attentamente cosa mettere in cloud e cosa proteggere internamente.
Puoi parlarci della pianificazione per la protezione dei dati sensibili?
La pianificazione è imprescindibile. Non basta anonimizzare i dati; è importante valutare il corretto livello di protezione e implementare politiche e processi che garantiscano la sicurezza senza compromettere la qualità dei dati.
Marta, quali sono i sistemi di project management a supporto del progetto?
Abbiamo sviluppato sistemi di project management tramite cinque servizi principali: supporto al monitoraggio, project management, demand management, change management e customer satisfaction. Questi servizi sono fondamentali per accompagnare il progetto e garantirne il successo.
Come vi siete organizzati internamente per monitorare gli obiettivi e gestire le criticità emergenti?
Abbiamo istituito incontri settimanali di governance con una cabina di regia che include responsabili del procedimento, assistenti, stakeholder e rappresentanti della Direzione generale della statistica. Questi incontri ci permettono di monitorare gli avanzamenti e gestire le criticità.
Corrado, puoi parlarci dell’importanza dei controlli terzi nei processi autorizzativi e della segregazione dei doveri?
La segregazione dei doveri e i controlli terzi sono essenziali. I processi autorizzativi devono essere gestiti da soggetti diversi per garantire la sicurezza e prevenire il rischio di abusi. La terzietà nel controllo è cruciale per la protezione dei dati.
Avete qualche esempio positivo da citare?
Ci sono tanti esempi positivi, anche se spesso non finiscono sui giornali. Molti sistemi sono fatti molto bene e funzionano correttamente, nonostante la presenza di qualche soggetto non allineato.

