Intervista a Michelle Caicedo, Responsabile Branch Marche
Michelle Caicedo è una Tech Product Manager con una solida esperienza nella gestione dei progetti e nell’ottimizzazione dei processi. Possiede la certificazione Lean Six Sigma Green Belt, è certificata PMP e ha conseguito credenziali come Scrum Master, Product Owner e Scrum Facilitator.
Appassionata di trasformare le sfide in opportunità, ha affrontato con successo uno dei suoi progetti più importanti: trasferirsi dalla Colombia all’Italia nel pieno della pandemia. Questa esperienza ha messo alla prova la sua adattabilità, leadership e capacità di problem-solving, rafforzando il suo impegno per la resilienza e l’innovazione.
Oggi sfrutta la sua esperienza per guidare progetti di sviluppo prodotto ad alto impatto, supportando al contempo altri professionisti attraverso consulenze, public speaking e mentorship nel project management. Convinta dell’importanza dell’azione coraggiosa e della collaborazione, è sempre entusiasta di connettersi con professionisti e organizzazioni affini per creare un cambiamento significativo.
Michelle Caicedo quanti volontari siete nel Branch Marche (inserire la regione del Branch) e da quali settori arrivano?
Siamo 9 volontari molto attivi, vengono dei settori pharma, tech e retail principalmente, abbiamo una volontaria che lavora nell’industria nucleare
Quali sono le sfide principali che il vostro Branch affronta?
Sicuramente la sfida principale è quella di coinvolgere sempre di più le diverse organizzazioni che possono supportare la divulgazione della disciplina del project management nella regione, dato che tanti progetto si svolgono nell’industria manifatturiera e edilizia sicuramente la sfida è quella di coinvolgere i principale attori.
Con quale orizzonte temporale pianificate le attività?
Di solito le iniziative e progetti interni vengono programmati in un arco temporale di 3 mesi soprattutto per gli eventi lo quale ci permette di non impegnare troppo tempo in pochi giorni ai nostri volontari, crediamo che il volontariato deve essere flessibile e facile da gestire.
Per tua esperienza, quali sono le iniziative o gli eventi che rafforzano il senso di comunità, cosa mantiene alto l’engagement del team di volontari?
Come team cerchiamo sempre di lavorare sui progetti, non solo affini con l’esperienza, ma anche che siano di gradimento per i nostri volontari così come lo possono essere per i soci. Ogni volontario si prende il carico l’iniziativa che piace di più e che può essere più stimolante, sempre con il supporto del coordinatore e gli altri membri del team
Come definiresti la tua leadership?
Mi considero un servant leader, cerco sempre di coinvolgere il team nelle decisioni importanti, comunicandogli chiarimenti anche i processi e tutti i dettagli di come funziona tutta l’organizzazione, questo ci permette di sempre essere trasparenti a affrontare qualsiasi sfida in modo efficace. Mi piace poter dare sempre uno spazio a qualunque volontario per fare un intervento o rendersi visibile in qualunque iniziativa
Quali sono gli ambiti sui quali siete impegnati?
Per il momento ci stiamo focalizzando nelle partnership con le università e organizzazioni del lavoro, permettendo a chi è interessato al di fuori del team di volontari di avvicinarsi anche in presenza a quanto facciamo quindi attualmente ci stiamo focalizzando sugli eventi in presenza, abbiamo già un paio in pianificazione!
Come viene gestita la comunicazione e la collaborazione tra i volontari all’interno del branch, quali sono i principali canali utilizzati?
Con i volontari abbiamo deciso di programmare incontri virtuali ogni 2 settimane, ma se dobbiamo portare avanti alcuna iniziativa possiamo anche incontrarci on demand per sciogliere i dubbi oppure per metterci d’accordo sul da farsi. Cerchiamo di essere molto flessibili quindi quando un volontario non riesce a partecipare a un incontro mi impegno per inviare un recap dei punti discussi in modo che anche in. Maniera async possano partecipare e prendere decisioni gruppali. Come canale ad-hoc abbiamo anche whatsapp
Quali strategie vengono usate per garantire continuità e stabilità alle attività del Branch, specialmente quando ci sono cambiamenti tra i volontari o i referenti?
Come coordinatrice ho cercato di aprire uno spazio in google drive dove piano piano abbiamo documentato processi interni nostri del branch, informazioni importanti così come fatto riferimento a processi a livello organizzativo, questo ci permette di gestire la knowledge del team di lavoro molto più facilmente.
Parliamo del territorio e dell’importanza del lavoro che il Branch svolge al suo interno. Quale è stato il risultato più soddisfacente ottenuto con il Branch?
Sicuramente le diverse partnership che abbiamo chiuso con alcune università della regione che ci hanno anche dato l’opportunità di partecipare e condividere la nostra esperienza con studenti e professionisti curiosi di conoscere di più il project management.
Come speri che sia il Branch tra 5 anni?
Immagino aver raggiunto una sinergia e fluidità rispetto alle collaborazioni fatte con università e aziende, lo quale ci possa permettere di divulgare con molta più facilità la nostra disciplina e la nostra esperienza
Michelle Caicedo, che significa essere volontari? Cosa consiglieresti a chi è indeciso nel diventare volontario?
Per me, essere volontario del PMI significa poter metterti in gioco, avere a fianco delle persone che ti permettono di poter crescere e ti danno delle opportunità per esplorare la tua leadership e raccogliere esperienze. Io sono arrivata in Italia ha 3anni e un po’ di più e da subito quando ho contattato il PMI Central Italy mi sono trovata con dei professionisti che subito mi hanno permesso di far parte di bellissime iniziative, nonostante le difficoltà all’inizio (soprattutto con la lingua) ho potuto quasi subito di mettermi in gioco. Far parte di una organizzazione come il PMI da a qualsiasi persona un grande vantaggio anche nella ricerca di esperienza come project manager.

