1. Archetipo della miopia temporale

Nel mio precedente intervento sul blog, ho introdotto il “grande capitolo” degli archetipi sistemici. In questo intervento, vorrei iniziare con la presentazione di tre fondamentali archetipi, non compresi nella lista di Peter Senge, che agiscono quasi sempre congiuntamente, ancora e ancora, e che descrivono alcune strutture comportamentali profondamente connaturate al comportamento umano, in quanto rafforzate dai modelli educativi e culturali prevalenti:

1) archetipo delle preferenze immediate, di breve termine, o archetipo della miopia temporale;

2) archetipo delle preferenze individuali, o della miopia sociale;

3) archetipo delle preferenze locali, o della miopia spaziale.

L’archetipo delle preferenze immediate (Mella, 2012, p. 234) si manifesta quando un comportamento viene ripetuto nel tempo e, ogni volta, produce vantaggi – benefici o piaceri – immediati, di breve termine, i quali, tuttavia, si accompagnano a sacrifici, o danni, nel lungo termine, con un diverso grado di rischio.

Questo archetipo può essere caratterizzato dal motto ottimistico della favola di Esopo: “la formica è più saggia della cicala”. Esso è rappresentato nel modello di Figura 1, dal quale ben si osservano i risultati nefasti che l’archetipo genera: il comportamento ripetuto produce i vantaggi a breve termine (freccia “s” verticale) che sono immediatamente percepibili e ad essi viene attribuito dal soggetto agente un valore elevato, incentivandolo a ripetere il comportamento, come si osserva dal loop [R1]. I vantaggi immediati “rallentano” la percezione degli svantaggi a lungo termine – che inevitabilmente si generano, quasi sempre con notevole ritardo – e questa ridotta percezione incentiva ancor più a ripetere il comportamento a breve, come indicato dal loop [R2].

Figura 1 – Archetipo delle preferenze immediate o della miopia temporale

Come ben si osserva dalla Figura 1, due loop agiscono congiuntamente per aumentare le preferenze immediate e incentivare il comportamento ripetuto. Il breve termine prevale sul lungo periodo nel condizionare i comportamenti. Non c’è scampo: quest’archetipo è sempre in azione e, quando non agisce, è comunque in agguato; la miopia temporale ostacola la valutazione degli effetti a lungo termine.

Il fumatore preferisce il piacere ripetuto, a breve termine, di migliaia di sigarette, al pericolo di un danno futuro, percepito come remoto, così come alcuni atleti preferiscono il doping per vincere oggi, non valutando i danni negli anni a venire.

Riflettiamo anche sul comportamento dei genitori che preferiscono, “ogni giorno”, ignorare la dieta dei loro figli, o consentire loro di guardare la TV o di giocare con il PC, per ore e ore, per evitare che disturbino o si lamentino, non valutando le conseguenze fisiche e psicologiche nel lungo termine. E sul comportamento dei giovani studenti che preferiscono il piacere effimero di giocare tutto il pomeriggio ai video games anziché dedicarsi allo studio producendo il danno, spesso irreversibile, di una vita senza cultura.

Riflettiamo ancora sui ripetuti tagli della spesa per la ricerca, per la sanità o per la scuola, attuati per favorire il riequilibrio dei conti pubblici “oggi”, e i danni che questo provocherà sullo stato della ricerca universitaria, dell’istruzione scolastica e dell’assistenza sanitaria nel medio-lungo termine.

La formica è sempre più saggia della cicala, perchè la cicala preferisce “oggi” il piacere che “domani” la porterà alla morte.

2. Archetipo della miopia sociale e l’Archetipo della miopia locale

L’archetipo della miopia temporale ammette due varianti altrettanto diffuse e rovinose:

– Archetipo della miopia sociale,

– Archetipo della miopia locale».

L’archetipo delle preferenze individuali, o della miopia sociale, descrive la diffusa situazione nella quale si preferisce ripetere il comportamento che offre vantaggi individuali, non tenendo conto dei danni provocati a collettività più ampie; questo archetipo può essere caratterizzato dal motto egoistico “pensiamo a noi (alla famiglia, al partito, alla Nazione, ecc.); gli altri si arrangeranno”. Ci si sacrifica per la propria famiglia più volentieri che per la collettività. I vantaggi locali e “di partito” si percepiscono nel breve termine, mentre quelli globali si possono cogliere solitamente nel lungo termine.

Il modello di Figura 2 evidenzia come struttura dell’archetipo della miopia sociale sia del tutto parallela a quella della miopia temporale in quanto descrive come la diffusa tendenza a preferire vantaggi individuali – loop [R1] – possa provocare svantaggi collettivi, che si manifestano con (molto) ritardo. Un comportamento dell’individuo che produce vantaggi individuali immediatamente percepiti, è destinato a ripetersi più e più volte, nascondendo la percezione degli svantaggi collettivi che, dopo un certo tempo, inevitabilmente si presentano, come indicato dal loop [R2].

Chi lavora in un reparto cerca di curarne al meglio la funzionalità, anche se questo contrasta con la funzionalità degli altri. È comodo e relativamente poco costoso riscaldarsi con combustibili fossili o con elettricità prodotta da centrali che utilizzano combustibili fossili. Ma questi comportamenti individuali (cittadini, città, stati) di breve periodo influiscono sull’inquinamento e sul global warming, a danno dell’intera collettività (umanità, addirittura). La miopia sociale, unita a quella temporale rivelano l’esiguo interesse per l’inquinamento “collettivo” e per il danno enorme che il global warming produrrà “domani” (Mella & Pellicelli, 2018; Mella, 2022); Riflettiamo, inoltre, sulla insostenibilità dello sfruttamento incondizionato delle “risorse comuni” non rinnovabili – acqua, boschi e foreste, balene e delfini, ecc. – che in un più o meno lungo periodo, produrrà il loro esaurimento per le future generazioni.

Figura 2 – Archetipo delle preferenze individuali o della miopia sociale

L’archetipo delle preferenze locali, o della miopia spaziale – nel modello di Figura 3 – descrive l’altrettanto diffusa situazione nella quale gli agenti preferiscono ripetere il comportamento che offre vantaggi locali, non curandosi dei possibili svantaggi globali; può essere sintetizzato nell’espressione “pensiamo al nostro territorio (quartiere, città, regione, ecc.); gli altri si arrangeranno”.

Figura 3 – Archetipo delle preferenze locali o della miopia spaziale

L’effetto nimby not in my back yard – è sempre in agguato. “Non nel mio cortile, non a casa mia»” è la risposta individuale più comune alla richiesta della comunità di iniziare la costruzione di opere pubbliche a vantaggio della collettività.

Anche se siamo consapevoli che discariche pubbliche e inceneritori sono necessari per il bene comune, siamo fermamente decisi a non permettere che questi siano inseriti nelle nostre città, o nel nostro quartiere, dal momento che gli interessi locali prevalgono sui vantaggi globali che fornirebbero a un territorio più vasto.

3. Controllare gli archetipi

Dal confronto delle figure precedenti è facile rendersi conto che i tre archetipi dei vantaggi “a breve”, “individuali“ e “locali” seguono lo stesso schema di comportamento, in quanto sono tutti espressione del comportamento miope degli individui (agenti decisori) e normalmente agiscono in modo congiunto. Possono, pertanto, essere considerati insieme, formando un unitario archetipo delle tre miopie, sintetizzato nel modello di Figura 4 che evidenzia il massimo pericolo di danni e la massima urgenza di controllo dei comportamenti miopi, proprio per provenire il verificarsi di tali danni.

Figura 4 – Archetipo delle tre miopie

Per cercare di ridurre o annullare gli effetti dannosi prodotti dai comportamenti individuali ripetuti, una prima, efficace soluzione e quella di cercare di contrastare gli effetti di rinforzo dei loop [R1] e [R2], cui si aggiunge una terza azione che agisce sul comportamento ripetuto. Tre sono, pertanto, le principali azioni, o leve, per il controllo dell’archetipo e, congiuntamente, costituiscono la strategia di controllo; per meglio comprenderli, si può fare riferimento alla Figura 5.

Prima leva – Indebolire o annullare il loop [R1]. Poiché i vantaggi individuali rendono immediata la percezione del beneficio dell’azione ripetuta, un appropriato sistema di disincentivi – anche sotto forma di penali e imposizione di costi e tasse – proporzionati in qualche misura all’entità dei vantaggi, diminuirebbe la percezione della convenienza a ripetere il comportamento corrente, riducendo il numero delle ripetizioni; si formerebbe il loop di bilanciamento [B1], che potrebbe compensare gli effetti del loop [R1].

Seconda leva – Indebolire il loop [R2] che produce una sottostima degli svantaggi del comportamento ripetuto da parte degli agenti, formando il loop di bilanciamento [B2], che potrebbe compensare gli effetti del loop [R2]. Un’incisiva, diffusa e persistente informazione e formazione sui danni prodotti dagli agenti con i loro comportamenti ripetuti farebbe emergere il danno a lungo termine di tali comportamenti. La capacità persuasiva dell’informazione deve essere proporzionata all’entità dei vantaggi di breve periodo, individuali e locali. Quanto più questi sono rilevanti, tanto più l’informazione deve essere insistente, ripetuta, uniforme, credibile e convincente e diffusa anche in popolazioni di ampi territori.

Terza leva – Intervenire per tentare di ridurre gli effetti negativi dell’azione dell’archetipo di Figura 4 cercando di attivare il loop di bilanciamento [B3] che agisce direttamente sul comportamento ripetuto degli agenti, con incentivi, anche sotto forma di benefici sociali ed economici, premi, sgravi fiscali, ecc., che li convincano a ridurre l’intensità e la frequenza delle loro azioni e a utilizzare processi, tecnologie e metodi che riducano gli svantaggi di lungo periodo, collettivi e globali.

Figura 5  – Le tre leve per contrastare gli archetipi della miopia (riferimento: Figura 4)

4. Rinvio

Nel prossimo intervento su questo Blog presenterò altri archetipi “micidiali” – tratti dalla Lista di Senge – che rappresentano situazioni problematiche di cui ogni giorno abbiamo testimonianza ma che si ripetono “ancora e ancora”. Conoscerli è un dovere! Contrastarli è un imperativo!

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  • Piero Mella

    Nel 1985 ho ottenuto la Cattedra di Professore Ordinario in Economia Aziendale presso la Facoltà di Economia di Pavia. Nel 1987 sono stato eletto Direttore del Dipartimento di Ricerche Aziendali nella stessa Facoltà, carica da cui mi sono dimesso, in quanto, dall’A.A. 1987-88 al 1992-93, sono stato Preside della Facoltà. Fin dalla sua fondazione nel 1990 e per 15 anni, sono stato Direttore Scientifico del Master in Contabilità, Bilancio e Controllo Finanziario nelle Imprese, istituito dall'Università di Pavia. Nel 1997 sono stato nominato Coordinatore del Dottorato in Economia Aziendale con sede presso il Dipartimento. Dal 1997 al 1999, per la seconda volta, sono stato eletto Direttore del Dipartimento. I miei interessi riguardano soprattutto i campi del Systems Thinking, dei Sistemi di Controllo e delle Reti produttive. Nel 1997 ho proposto la “Teoria dei Sistemi Combinatori” che ha portato a numerose pubblicazioni, tra cui il libro “Combinatory Systems theory” (2017, Springer). Dall’anno 2000 dirigo la Rivista ECONOMIA AZIENDALE ONLINE, www.economiaaziendale.it, pubblicata da Pavia University Press. Le mie pubblicazioni sono indicate in www.pieromella.it